Economia e Sviluppo

Roma non si cambia in un giorno

Economia e Sviluppo

Roma non si cambia in un giorno

E’ da troppo tempo, ormai, che lo sviluppo e la conduzione di questa Città vivono di scelte ambigue, inconciliabili, spesso scellerate e mai integrate in un univoco, coordinato e strategico piano di sviluppo.

La revisione delle società controllate e dei meccanismi di funzionamento e finanziamento del Trasporto pubblico sono una priorità assoluta.

Pedonalizzazioni selvagge ed irrazionali non possono più essere accettate se non comprese in un coerente piano di sviluppo del trasporto e dei parcheggi.

La manutenzione stradale ed una più intelligente pianificazione degli interventi di lavoro dei più disparati operatori di servizi – con il loro coinvolgimento economico nella realizzazione di una rete di tunnel di servizio – non possono che essere parte di un’ unica, moderna visione della Città. In questo ambito, vanno riviste completamente le procedure di accordo ed esecuzione affidate ai Municipi e delineate le linee guide di controllo e sanzione che restano prerogativa dell’Amministrazione centrale.

Un Piano Casa concreto, effettivo ed immediato, per capire cosa c’è da costruire e cosa, invece, va rivalutato e ristrutturato. Evitare il rimpallo di competenze tra Comune, Regione e Ater e realizzazione di un'Agenzia Unica.

La gestione dei rifiuti passa dalla ristrutturazione di Ama e dei suoi processi aziendali. Diciamo si ai termovalorizzatori – moderni, efficienti, non inquinanti e reddituali – che debbono affiancare un nuovo piano di raccolta differenziata in un complesso di attività ed impianti strettamente correlati tra loro per assicurare una possibile e doverosa corretta gestione dei rifiuti. Massima vigilanza in tema di infiltrazioni mafiose e criminali nella gestione dei processi.

Nel piano progettuale debbono essere incluse nuove figurazioni in termini di protezione ambientale, sviluppo delle periferie, servizi di accoglienza e nuovi impianti per attività sportive.

La lotta agli sprechi ed alla cattiva amministrazione è sicuramente la base di partenza per il reperimento di nuove, inaspettate risorse da dedicare allo sviluppo della nostra Città. Così come una migliore e più efficace progettazione può trovare ingenti risorse nell’ambito dei progetti e dei finanziamenti della Unione Europea, che deve riconoscere a Roma la sua peculiarità storica, politica e sociale.

L’ingresso dei privati negli ambiti di gestione non deve essere visto come un tabù ideologico: basterebbero maggiore trasparenza e migliore controllo nei meccanismi che ne delineano la partecipazione, con garanzie assolute per la Città e la cittadinanza.

Tempi certi, articolazione coordinata e strategica degli interventi, certezza sui costi e sui benefici sono alla base di un coerente ed efficace piano di sviluppo.

Roma non si cambia in un giorno, ma questo non significa che nell’ambito dei cinque anni di un mandato non possa essere sicuramente avviato e, in buona parte, realizzato un processo incontrovertibile di sviluppo.

La partecipazione attiva delle imprese, del commercio, dell’artigianato, delle professioni e dei mestieri non può essere esclusa da questo piano.

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E’ da troppo tempo, ormai, che lo sviluppo e la conduzione di questa Città vivono di scelte ambigue, inconciliabili, spesso scellerate e mai integrate in un univoco, coordinato e strategico piano di sviluppo.

La revisione delle società controllate e dei meccanismi di funzionamento e finanziamento del Trasporto pubblico sono una priorità assoluta.

Pedonalizzazioni selvagge ed irrazionali non possono più essere accettate se non comprese in un coerente piano di sviluppo del trasporto e dei parcheggi.

La manutenzione stradale ed una più intelligente pianificazione degli interventi di lavoro dei più disparati operatori di servizi – con il loro coinvolgimento economico nella realizzazione di una rete di tunnel di servizio – non possono che essere parte di un’ unica, moderna visione della Città. In questo ambito, vanno riviste completamente le procedure di accordo ed esecuzione affidate ai Municipi e delineate le linee guide di controllo e sanzione che restano prerogativa dell’Amministrazione centrale.

Un Piano Casa concreto, effettivo ed immediato, per capire cosa c’è da costruire e cosa, invece, va rivalutato e ristrutturato. Evitare il rimpallo di competenze tra Comune, Regione e Ater e realizzazione di un'Agenzia Unica.

La gestione dei rifiuti passa dalla ristrutturazione di Ama e dei suoi processi aziendali. Diciamo si ai termovalorizzatori – moderni, efficienti, non inquinanti e reddituali – che debbono affiancare un nuovo piano di raccolta differenziata in un complesso di attività ed impianti strettamente correlati tra loro per assicurare una possibile e doverosa corretta gestione dei rifiuti. Massima vigilanza in tema di infiltrazioni mafiose e criminali nella gestione dei processi.

Nel piano progettuale debbono essere incluse nuove figurazioni in termini di protezione ambientale, sviluppo delle periferie, servizi di accoglienza e nuovi impianti per attività sportive.

La lotta agli sprechi ed alla cattiva amministrazione è sicuramente la base di partenza per il reperimento di nuove, inaspettate risorse da dedicare allo sviluppo della nostra Città. Così come una migliore e più efficace progettazione può trovare ingenti risorse nell’ambito dei progetti e dei finanziamenti della Unione Europea, che deve riconoscere a Roma la sua peculiarità storica, politica e sociale.

L’ingresso dei privati negli ambiti di gestione non deve essere visto come un tabù ideologico: basterebbero maggiore trasparenza e migliore controllo nei meccanismi che ne delineano la partecipazione, con garanzie assolute per la Città e la cittadinanza.

Tempi certi, articolazione coordinata e strategica degli interventi, certezza sui costi e sui benefici sono alla base di un coerente ed efficace piano di sviluppo.

Roma non si cambia in un giorno, ma questo non significa che nell’ambito dei cinque anni di un mandato non possa essere sicuramente avviato e, in buona parte, realizzato un processo incontrovertibile di sviluppo.

La partecipazione attiva delle imprese, del commercio, dell’artigianato, delle professioni e dei mestieri non può essere esclusa da questo piano.
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